LA STREGA MALIGNA

BLOG di POLITICA Omosessuale Campana manliok@hotmail.com

05 febbraio 2012

PATAGONIA

 
  1. PATAGONIA IRPINA

  2. PSICHIATRI INUTILI


  1. PATAGONIA IRPINA


Non c'è nessun rumore questa mattina. La città è ferma. Solo poche persone camminano a piedi sulle tracce di automobili sempre più rare, che hanno scavato, con i loro motori, solchi sempre più profondi, sporcando e ghiacciando la candida neve. Mi sono svegliato per primo, al solito, al richiamo di una natura viscerale, per affrontare i ricordi di questa vita, per affrontare i dubbi del prossimo viaggio.

Non passano ancora i bus di linea ed è panna brillante, grazie al sole fresco di questa giornata, quella che copre fino al ginocchio le forme ormai perse di cemento e pietra intorno a questi alberi di Natale meravigliosamente decorati dalla natura.


Ero solo anche all'alba sul Paine, riparato da un'ampia vetrata, di fronte alla maestà della natura, riscaldato da vesti e artifici sconosciuti all'epoca della pietra. La piana verdeggia e degrada, inchinandosi fino alle torri montuose, scavata dal ghiaccio per molti millenni, di cui è persa memoria geologica da noi in Italia, causa l'uomo che ara e che edifica distruggendo ogni ecosistema.

Ero solo nella grotta preistorica, con uguale apertura, ma ovale, senza alcuno riparo dal vento delle mura ancor umide al tatto. Eran bianche le cime montane, mentre andavo lontano nel tempo, riflettendo che nudo ma fiero, o abbigliato con pelli camelidi, avrei acceso un bel misero fuoco come unica fonte di caldo.


Sono qui mentre dorme a due passi questa lunga figura mia amica. La sua vita di umili pianti, ha narrato la sera di prima.. Sono morti quei suoi genitori, vergognosi di questa natura, che in passato le avrebbe concesso ogni rango di onori o la morte. Era nata dotata di un pene, ma gli ormoni non vennero uguali, e gli estrogeni, quei benedetti, le hanno reso due seni imperfetti. Né lo sport, né gli amici volgari. Né le lacrime o le botte del padre, la cambiarono dalla natura che la vuole una ermafrodita. Lei è orgogliosa e ricerca l'amore. Si diletta a produrre filmati. Lei si abbiglia, come brava ragazza, con le tinte più tenui e eleganti.


Sono solo sulle cime montuose, inseguito dagli altri italiani. Sono solo stambecco o guanaco, con il verde del velociraptor. Sono solo, come sempre per tutti, alla cima di una vita orgogliosa che non mi permette l'incontro sperato nè nei boschi né in alcuna piazza, né reale né virtuale, né d'amore né di antiche e pie razze. Non ci sono gli indi Yagàna, non ci sono gli Ona o i Teuelches. Questi popoli che, dalla Cina, sono giunti esplorando le americhe, percorrendo al passo di mandria, tutto il mondo dall'artide al mare, qui vicino, di Terra del Fuoco. Sono soli, con la loro cultura, con le favole di nonni e sciamani, con le frecce di semplici archi, con l'amore e tanta paura, di ogni piccolo o grande animale, di ogni rombo e di ogni natura, con la fame, la sete ed il sesso, come uniche spinte vitali. Con i piedi che vanno guidati solamente dal sole e dal vento, dalle stelle che non hanno nome, dalla luna, rabbiosa figura, che la notte li spia da lontano, rivelando la loro natura.


Siamo svegli in attesa degli autobus o che il cielo, meno funesto, ci permetta di attraversare questa landa di bianca e pia neve, queste terre purificate, questa irpinia di dolce e d'incanto. Siamo qui ricordando le vite così dure di altri ammalati, quelli veri, che rischian la vita, nelle cliniche e negli ospedali, mentre ieri narrava più allegra la mia bionda ed altissima amica quella scena di umiliazione nelle docce di uno spogliatoio, quando maschi le tolsero i panni, da compagni diventando aguzzini. C'eran due, tutti nudi anche loro, nella folla di membra sportive, che si eressero all'apparizione di quel corpo da donna col pene. C'eran due, tutti nudi e eccitati, che le ingiunsero di avere vergogna, mentre lei era sempre la stessa, quella nata tal madre e quel padre. C'era un arbitro ancor più confuso, ma misogino, omofobo e ben altro, che per certo non tollerava nulla più di ogni triste suo limite.


Sono solo mentre provo a spiegare l'importanza di reperti pietrificati di giganti, di sauri e animali, di ogni specie di vita ancestrale, che abitava la terra più antica, gondwana, poi gaia, poi america. Pria che steppa, foresta e boschiva, Patagonia ne venne chiamata da coloni spagnoli e violenti che introdussero vacche ed ovini, uccidendo il ricordo perfino della storia delle loro violenze. Queste guide con gli occhi di mandorla, dalle pelli scurite per sempre, che si negano ad ogni sospiro tutti i padri di origine india, che rinnegano ogni cultura, se non quella che li domina altera, che sconfessano Darwin e tirannosauri, pur avendoli ben grandi e vicini, pur sapendo usare la rete, pur potendo viaggiare lontano. Sono ferme le vite degli uomini si congelano più dei ghiacciai che da eterni che erano al mondo, già si sciolgono fragili e gravi.


Era bianca la candida neve, come schiuma morbida al tatto, molto alta e meravigliosa, con sapore di dolce sugoso. Era bianca e mi ci affondavo, per spalare con mani e con piedi, per spezzare coi calci del ghiaccio, per aprire alle auto un buon varco. Era bianca ed io divertito come bimbo, ché da dieci anni non la vedevo, vivendo la costa, tanta neve spalavo con forza. Era bianca di notte la strada e anche l'aria con quei grandi fiocchi, per andare e di notte tornare dalla scena cafè letteraria, dove io ho dovuto prestare la mia voce alla storia nel mondo di quel tenero essere umano, femminiello o ricchione appellato.


Non ho visto la gente famosa che nel Sud ben lontano nel mondo hanno fatto scoperte grandiose, giù tra i mari, sui monti e sull'uomo. Non ho visto quel pa' De Agostini, prete sconcio ed esploratore, sui cui passi da conquistatore, fu creata la sterminazione di quei popoli nomadi e tanti che vivevan di foche e di incanti. Dei filmati e fotografie di quegli esseri umani già estinti, si arricchisce la fantasia di moderni scrittori e arrivisti. Non ho visto quel prete che, inglese, ben tradusse parole ed azioni di un immenso vocabolario, necessario a chi solo tramanda con la voce di madri ed anziani. Non ho visto uccidere umani ma ho parlato con tanti i cui padri hanno visto tre ere distinte: contra indigenos, per ignoranza, pues peones, per padronanza, y democraticos, per dittatura o militanza.


Non ho visto la Candelora, ma le voci di canti pagani, ripetuti in napoletano, con i suoni di tanti millenni, ripetuti e lagnati ogni anno, per la dea ieri madre e Cibele e montagna, poi partenio e poi gravida e santa, oggi ancora una vergine icona, quella bella di sette sorelle. Non ho visto quell'odio profondo nell'abate in abito lungo, che impedisce a cantori e fedeli, ai pagani ed eunuchi moderni, di cercare la mamma schiavona, per imporre altri riti cristiani; ma degli ordini di polizia che ci fermano sempre più a lungo, sono imposti dal mio stesso stato, contro libere e gioiose danze, contro tante tammorre e cantanti, contro libere vite di amanti.


Non ho visto e neppure incontrato tanti giovani esploratori che hanno reso più umana ogni razza e più scimmia ogni nostra famiglia. Non ho visto chi scava la roccia per cercare il petrolio e ogni teschio sepolto, che son fossili della natura, che si è estinta senza procura. Non ho visto Menendes e Brown le cui vite da teneri amanti sono state di latifondisti, dittatori e capitalisti. Non ho visto che steppa e ghiacciai, animali pacifici e umani, che da nomadi invadono ancora tante strade, giardini e baracche.


Non ho visto che il candore del bianco, che nasconde ogni umano difetto, senza dare più peso di tanto alle chiacchiere ed al pregiudizio. Non ho visto l'irpinia profonda, né le checche qui nate o fuggite. Non ho visto che il bianco che amo diffidando ogni altro colore, tanto il grigio del cielo nevoso, quanto quello del cuore dell'uomo.


Ma son blu le pareti ghiacciate e monocroma ogni altra vita che per comodo o per ignoranza, per la colpa di culti o padroni, si auto-impone cosa pensare e si scavano valli e canali che dividono madri da figli, che separano padri e fratelli, per la pelle colore amaranto, per un pene dotato di seni, per l'amore di scienza e natura, per l'amore di un uomo gentile, per passione di quanto è già stato, per passione di quanto potremmo.



La strega maligna

Manlio Converti


2) PSICHIATRI INUTILI


Non esiste una conoscenza adeguata della materia "mente" e delle sue "patologie" per cui tutto ciò che sappiamo è che sono malati di mente quelle persone che non hanno NESSUN segno misurabile in alcun modo, nonostante le sofisticate apparecchiature moderne e la genetica avanzata di cui ci vantiamo in altri campi.
Sappiamo però che queste persone hanno dei BISOGNI come ogni essere umano, ma che non sono in grado di provvedervi da SOLI, per cui hanno BISOGNO delle modeste terapie di cui disponiamo e di assistenza sociale, che invece sostituiamo con l'espulsione dalla società ed il ricovero in COSTOSE cliniche private.
Le nostre terapie (appartengono all'umanità ma è opportuno che le manipoli uno psichiatra visto che è la sua esperienza EMPIRICA a fare la differenza nella DIAGNOSI che non può essere altrimenti MISURATA) sono quasi sempre solo SEDATIVE delle ansie (antidepressivi) o delle angosce (neurolettici e regolatori del tono dell'umore) quando non sedative nel senso letterale del termine o tossicomani come i vecchi barbiturici e le ancora abusate benzodiazepine.
Il modello Popperiano o quello di Pasteur-Fleming, validi per il resto della medicina moderna, non si applicano ad una materia di cui non si conosce PER NULLA la base biologica, essendo comunque esclusa quella METAFISICA !
Rimando a lei l'approfondimento dello studio di Popper, Pasteur e Fleming e della loro importanza per il salto dalla medicina naturalistica di Avicenna e Galileo a quella moderna.
Siamo per la psichiatria ancora nel campo, allora, delle speculazioni empiriche e naturalistiche, con una biglia, il farmaco, che scivola in un certo modo su un piano inclinato, il paziente A o il paziente B o la persona supposta sana C, senza però sapere neanche di quanto è inclinato il piano A, quello B o se sia effettivamente un piano quello C !!!
Sappiamo però che sia A che B che C hanno BISOGNO di una CASA, di CIBO, di DORMIRE, di essere PULITI, di avere un LAVORO o comunque degli INTERESSI durante il giorno, di avere AMICI, AMORI e FAMIGLIA, e via dicendo, vivendo in COMUNITA' SOCIALI ampie e COSTRUENDO la PROPRIA VITA come tutti quanti gli altri (d, e, f, g, h...).
I suoi neurotrasmettitori sono molto divertenti... ma non servono a nulla se non a SPECULAZIONI SOFISTICHE in ambito farmacologico, senza cioè alcuna base scientifica certa, dal momento che non possiamo determinare in alcun modo nè la differenza tra le persone A, B e C nè la differenza tra A1, A2, A3 a seconda di quanto e quale farmaco si somministri, se non sulla base delle VALUTAZIONI EMPIRICHE dei nostri vituperati e depressi PSICHIATRI !


I miei colleghi psichiatri si sono inventati cento scuse in tutta Italia per smettere di fornire servizi ai sofferenti psichici e GARANTIRE i ricoveri in strutture PRIVATE (convenzionate o meno) a COSTI elevatissimi per lo stato, ma con vantaggi secondari per ARROTONDARE STIPENDIO e PENSIONE, da parte soprattutto dei PRIMARI di PSICHIATRIA! 
Contro questo scandalo dell'abbandono di chi non può difendersi vi estendo l'invito al convegno: 

CONTRO LA CHIUSURA NOTTURNA E FESTIVA DEI SERVIZI DI SALUTE MENTALE

ISTITUTO ITALIANO PER GLI STUDI FILOSOFICI
ASSOCIAZIONE SERGIO PIRO
C.G.I.L. FUNZIONE PUBBLICA NAPOLI
GIOVEDÌ 23 FEBBRAIO 2012 ALLE ORE 16,30
PRESSO LA SEDE DELL'ISTITUTO IN VIA MONTE DI DIO 14 A NAPOLI
LA CURA DELLA SOFFERENZA PSICHICA A NAPOLI

INTRODUCE E COORDINA ANTONIO MANCINI
LUIGI DE MAGISTRIS SINDACO DI NAPOLI
La promozione e la tutela della salute mentale a Napoli
FRANCESCO ROTELLI PRESIDENTE ASSOCIAZIONE CONFERENZA PERMANENTE SALUTE MENTALE
NEL MONDO FRANCO BASAGLIA
La legge 180 in Italia e le sue conseguenze in Europa
GIOVANNA DEL GIUDICE PORTAVOCE FORUM SALUTE MENTALE
Dipartimenti di salute mentale e organizzazione territoriale della cura in Italia
ANNA CANZANELLA SEGRETARIO PROVINCIALE C.G.I.L F. P. NAPOLI
Il disegno restauratore a Napoli: il ritorno delle psichiatrie neomanicomiali
SALVATORE SANNINO SEGRETARIO PROVINCIALE C.G.I.L F.P. NAPOLI
Piano di rientro e difesa dei Livelli Essenziali di Assistenza
FRANCESCO BLASI PSICHIATRA ASL NA1 CENTRO
Di un caso di licenziamento di un paziente psichiatrico
TERESA CAPACCHIONE PSICHIATRA ASL NA1 CENTRO
Discriminazioni di genere tra operatori e utenti nella salute mentale
PARTECIPANO
SALVATORE MASSIMO SEGRETARIO GENERALE C.G.I.L F.P. NAPOLI
FEDERICO LIBERTINO SEGRETARIO GENERALE C.G.I.L. CAMERA DEL LAVORO NAPOLI
Seguirà dibattito con operatori dei servizi di salute mentale, utenti, familiari, studenti

21 gennaio 2012

CULO

 

1 OMOCAUSTO a Venezia

2 Il CULO di Floriano

3 MIGRANTI e PD

4 RETE ANTI-RAZZISTA



1 OMOCAUSTO a Venezia


A Venezia c'è la mostra: OMOCAUSTO, il volto e le storie negate che potete trovare seguendo il link e leggendo la successiva mia spiegazione.

http://queervenice.blogspot.com/p/restituire-dignita-per-la-giornata.html 

In Italia l'inserimento degli omosessuali tra i gruppi da colpire per la "tutela della razza" avvenne palesemente per scimmiottare la Germania nazista,  (ma venne goffamente trapiantato su un terreno culturale del tutto incongruo. Era un paradosso definire gli omosessuali in quanto "razza", al pari degli ebrei o dei negri, perché il fascismo si basava su almeno un secolo di tradizione giuridica e repressiva italiana, che puntava a cancellare del tutto l'omosessualità negandole qualsiasi spazio di visibilità, fosse pure deviante. 

"Gli italiani sono troppo virili per essere omosessuali": ecco la parola d'ordine di Benito Mussolini

"A me non hanno dato il triangolo rosa, perché quando mi hanno preso, hanno saputo che ero un disertore, ma la faccenda dell'ufficiale tedesco con cui ero stato sorpreso a Bologna non è venuta fuori, perciò avevo il triangolo rosso con su scritto IT, italiano.

Il campo era diviso in tre, una parte era per le donne, una per gli uomini e una per gli omosessuali. I triangoli rosa erano tanti, per la maggior parte polacchi e francesi. Li vedevamo da lontano, si attaccavano alle reti di divisione, si sforzavano di parlare, di sentire, ma non ci riuscivano, erano troppo lontani ed erano trattati peggio di tutti, gli facevano delle angherie peggiori che a noi. Ogni tanto lo pensavo e mi dicevo: "mi è andata bene, a confronto a loro, se si fosse saputa tutta la mia storia, il triangolo rosa sarebbe toccato anche a me".

Erano uomini e donne insieme, ma non li distinguevi, erano tutti uguali. Loro erano completamente pelati, tutti, uomini e donne. La barba non cresceva a nessuno perché non c'era calcio in quello che mangiavamo. I triangoli rosa avevano la divisa a strisce come gli ebrei. Gli omosessuali facevano tutti i lavori peggiori: seppellivano i cadaveri, lavoravano ai forni crematori. Poi morivano, morivano da soli, così, non c'era bisogno di metterli nelle camere a gas, morivano per esaurimento delle forze. Alcuni facevano dei lavori più pesanti, tipo scavare o cose del genere. Alcuni insomma facevano dei servizi sessuali e ne avevano dei vantaggi, ovviamente, rispetto al resto; ma erano obbligati a farlo, anch'io se me lo avessero chiesto, lo avrei fatto, in quella situazione lo avrebbe fatto chiunque. 

Il mio nome è Lucy, una biografia italiana scritta da Gabriella Romano


2 Il CULO di Floriano


Ancora non ci posso credere. Mi sono innamorato di nuovo, della persona sbagliata. Il solito colpo di fulmine senza reciprocanza, un banale errore dei miei neurotrasmettitori, che mi fanno subito partire l'ansia e il sentimento, in modo da impedire, ancorché fosse possibile, che un altro possa anche solo vagamente innamorarsi di me. Così, per errore.

Invece no. Ovviamente. Ansia e sentimento, come nella più atroce canzone popolare, demenza e balbuzie, allusioni involontarie ed impossibilità a guardare altrove che nei suoi occhi.

Gli occhi di Floriano, splendidi, azzurri, sotto il cielo vasto della sua fronte, dei suoi radi capelli dorati, delle sue espressioni misurate, del collo che si espande muscoloso su un lungo corpo agile, avvolto in una classica camicia con un jeans, una giacca di piume comune scura, due scarpe da corsa senza marca. La sua voce è sicura, tranquillizzante, inesorabile, desiderata da ogni avventore, pure casuale, fosse pure straniero, per il solo tono che ti avvolge, per il suono che ti convince, per le parole misurate e spontanee che ti propone e che sono le mie, nel profondo delle mie convinzioni eretiche.

Giuliano, il direttore del teatro, mi ha tirato da un paio di settimane in questa storia, ma invece che cercare i responsabili diretti delle associazioni, l'ho fatto attendere finora che queste si riunissero in pubblico, in modo da presentare tutto apertamente. La confusione di quell'uomo è anche la mia, forse la solitudine. Sicuramente l'incapacità di attrarre, per cui ha fatto intervenire direttamente Floriano, invece di promuoverlo, nascondendosi in fondo alla sala, seduto come se la cosa non gli appartenesse in alcun modo.

Sono innamorato di quello che dice, del modo in cui lo dice, del fatto che lo dica lui, della sua persona e del suo sguardo: Floriano.

Sempre confuso Giuliano mi ricorda che sabato avremo con Floriano un evento pubblico dal suo teatro giù per la collina fino alla strada principale, avanti e indietro, per unire una volgare pubblicità ad un'originale forma di beneficenza, ma anche un piccolo corteo per i diritti all'idea bucolica di Natale familiare. Forse troppo tutt'insieme, come mi ricorderà altero Floriano, ma sicuramente impossibile per me, che avevo altri impegni presi da un mese. E invece.

E, invece, mi tocca di scegliere tra gli occhi di Floriano ed un'anonimo tentativo di migliorare una sola serata ed una sola vita, la mia, per cui mi arrangio a scendere al teatro all'ora convenuta.


Ancora non ci posso credere. Il teatro è chiuso, sbarrato e sigillato, essendo privo anche di citofono. Per cui imbarazzato mi guardo la sua vetrata moderna da negozio, larga e appena illuminata, cercando di forzare qualche porta o di far rumore.

Nulla. Niente. Solo io, il mio pomeriggio rovinato, la mia solita depressione natalizia.

Mi avvolgo nella speranza, ricordando che poche ore prima su facebook avevo ripreso un'amica che aveva dato altrove l'appuntamento, confondendo il nome del teatro con quello della strada principale della città, che sono identici, ma lontani un chilometro. Stringo i lacci delle mie scarpe anonime e mi avvio rapido per la discesa e lungo i vicoli paralleli per evitare il mare di gente scesa a fare compere, per stare con gli amici o solo per fare sapere agli altri che è viva nonostante la crisi ed il Natale.

Intanto mi interrogo sul fatto tragico che le associazioni non c'erano, non c'era nessun avventore casuale dei miei messaggi telefonici e telematici, ma soprattutto non c'era lui: Floriano.

Arrivo all'altro luogo convenuto da chi io avevo invitato, ma è vuoto anch'esso, bardato da un albero natalizio eretico, benedetto sì dal cardinale ma sospeso in celo in una spirale di luci a palla rigorosamente blu e azzurre. Qualcuno svuota rapidamente un cerchio di tavolini usati finora per chissà quale vendita di beneficenza, mentre i pochi passanti intorno non mi guardano, dimostrando che forse mi sono sbagliato ancora.

Uno squillo al telefono mentre sono quasi del tutto perso nella depressione, mi richiama alla luce blu di questo natale senza calore. Giuliano mi informa che erano in ritardo, ma che sono tutti lì al teatro proprio adesso.

Arrivo!

Di nuovo di corsa per i vicoli paralleli alla strada affollata ma centrale della città, e ad inerpicarsi per la strada ciottolosa fino all'angusto teatro moderno, nella speranza che il "tutti lì adesso" sia numeroso, quante le associazioni invitate, i messaggi girati ed il pubblico di una sala intera.


Ancora non ci posso credere. Siamo solamente in dieci. Io ed un altro a reggere la mia bandiera preferita, quella per i diritti che ancora non abbiamo in questo paese, cinque ragazze con mazzi di cartoline pubblicitarie colorate e Floriano con i suoi due amici, perfino più in ritardo di lui, ancora a truccarsi in camerino, per rappresentare il mio sogno natalizio migliore.

E gli altri?

Tutti ad una rassegna cinematografica dove sta per andare anche Giuliano portando seco altre cartoline colorate.

E noi?

Armati e pronti i tre altissimi protagonisti, circondati dalle cinque basse ragazze, inizia il corteo, preceduto da me e dalla bandiera di Arcigay!

Ah si, scusate, mi ero dimenticato di dirlo.

Floriano adesso, come i suoi amici, è travestito da Mamma Natale.

E' diventato ancora più alto, ma è sempre più bello, con il trucco che mette in risalto i suoi occhi azzurri, con una parrucca altissima e cotonata dalla fine capigliatura dorata, con un costume rosso attillatissimo pieno di pallettes e due cosce meravigliose che poggiano su trampoli trasparenti proprio della sua taglia.

Gli altri due, fiere e meravigliose drag queen, hanno invece una capigliatura nero corvino e due cappellini da Mamma Natale, ma restano di dieci centimetri almeno sotto la mia attenzione e lo sguardo altero di Floriano.

Siamo pronti, pochi, allegri e allertati di tutti gli eventuali pericoli o difficoltà lungo il percorso che anche loro avevano visionato prima di arrivare.

Il corteo si avanza.

Giù per la scesa oscura dal teatro verso la vita lussuosa e luminosa di questo natale imbalsamato da festoni blu, le drag queen tentennano, si fanno aiutare dalle basse ragazze-stampelle, ma non il mio Floriano che mi resta vicino, innanzi a tutti, ahimè senza mai sbagliare un passo né appoggiarsi, fosse pure compiacente ad una spalla.

Ovviamente mi odia.

Per il mio carattere ansioso, ma anche perché in fondo siamo solo in dieci ed aveva bisogno di molte più persone per l'evento.

Ovviamente lo amo ancora di più perso dietro i miei neurotrasmettitori alterati, e mi rivolgo a lui solo al femminile, come ad una meravigliosa Mamma Natale.

La folla ci accoglie da lontano, fermandosi con sguardi intensi ed interrogativi che si sciolgono solo all'atto di leggere Arcigay sulla bandiera ed ai gentili inviti a teatro delle Mamme Natale che distribuiscono baci, si lasciano fotografare, si divertono a tutti i commenti assurdi o piacevoli del popolo intero.


Ancora non ci posso credere, abbiamo finito questo giro molto lentamente, ma siamo tutti stanchissimi, soprattutto le Mamme Natale corvine, che fuggono a teatro sorrette da due basse ragazze-stampelle ognuna per cambiarsi, mentre io e Floriano ci avventuriamo in una banca dove una diversa beneficenza forse porterà per radio il messaggio complesso del nostro evento natalizio.

Magari.

Invece siamo bloccati quasi mezz'ora da un insulso prestigiatore e da un pubblico geriatrico più stanco di noi, che nemmeno ha capito che Floriano è un uomo.

Ci salviamo appena in tempo e risaliamo anche noi la ripida salita verso il teatro, dove Floriano mi invita con molta insistenza, insieme alla sua sarta personale, nel camerino arrangiato nel piccolo studio del direttore Giuliano.

Finalmente possiamo parlare vis-à-vis, maschera alterata dalla fatica entrambi, mostrando, almeno io le mie debolezze e narrando la mia esperienza di travestimento durante un fine settimana meraviglioso, un "all included" organizzato da un'agenzia di viaggi per omosessuali.

Figurati se questo mio chiacchiericcio potrebbe interessare Floriano, non ne dubito, ma mi occorre per riempire l'aria di quel camerino ambiguo mentre lui rapidamente si strucca e si spoglia d'ogni ben di dio, mostrando il nostro punto debole.

Il suo corpo languido e morbido, agile e flessuoso, si piega all'improvviso, preceduto da uno sguardo involontariamente malizioso, mostrando un CULO da donna spettacolare, fasciato appena dalle trasparenze di un perizoma e delle calze a rete.


Ancora non ci posso credere. Entrambi forse aspiriamo all'altro per la stessa medesima direzione, seppure io per lui sia solo uno dei tanti fanatici ammiratori da lusingare. Tutto quindi finisce anche per me e si spegne in un istante l'ardore e la passione anomala che mi aveva convinto a partecipare a quell'orgoglioso seppure ridotto corteo natalizio. Nell'istante in cui si rialza mette subito dei grandi occhiali da sole, per coprire le ultime tracce del trucco che non può eliminare in quello spazio angusto e così perdo anche il mio ultimo appiglio: i suoi splendidi occhi azzurri.

Lui partirà lasciandomi anonimamente ed io tornerò a lui invisibile durante l'ultima rappresentazione del suo spettacolo per soffrire ancora.

Si.

Per soffrire.

Floriano arriva sulla scena con i suoi occhi azzurri, la fronte alta, i capelli alti e dorati, i suoi abiti comuni che fasciano il suo corpo agile e snello.

Floriano recita il suo sereno coming out in famiglia.

Floriano legge la lettera di una madre omofoba che ha abbandonato il figlio costringendolo alla prostituzione.

Floriano torna nei suoi magnifici travestimenti, recitando come una casalinga disperata, come un angelo dorato, come una diva d'altri tempi, circondata dai boys, scendendo le scale mitiche della rivista.

Risalendole.

Di spalle.

Ed arrivata in cima, al culmine dello spettacolo.

Togliendo il velo dell'immensa gonna impagliettata.

Mostrando al mondo intero.

Spudoratamente.

Quanto in sala invidiamo in molti.

Quel suo meraviglioso CULO da donna!


La strega maligna

Manlio Converti



3 MIGRANTI e PD


Il Forum sui migranti PD questa volta è stato caratterizzato da tre voci distinte, distribuite tra le tre associazioni presenti, i pochi migranti presenti (2 africani ed una moldava) e i tre politici.


Le tre associazioni hanno visto la questione dal punto di vista dell'assistenzialismo, del pregiudizio e dell'efficacia dell'educazione.


I tre migranti hanno presentato esperienze personali e generali di attivazione lavorativa ed economica, ricordando gli 11 miliardi di contributi all'erario italiano ed i bisogni relativi di "casa e lavoro" secondo canoni che ricordano direttamente l'emancipazione della donna e della classe operaia italiana.


I tre politici hanno parlato del dramma dei CPT, ovvero dei lager invisibili oggi presenti nel nostro paese, causati dalla legge Turco-Napolitano, dell'assurdità del crimine di "clandestinità" imposto ai "disoccupati" migranti, causata dalla legge Bossi-Fini, e dell'assenza del diritto di "cittadinanza" per i nati in suolo italiano, ovvero lo Ius Soli.


Si è condiviso con l'ascolto partecipe ogni lato del discorso, ma i tre discorsi sono rimasti separati tra loro.


Si è proposto di coinvolgere altre associazioni e società civile e politica napoletana e nazionale intorno a questi temi attraverso un evento ed una piattaforma politica razionale di ampio respiro da costruire insieme anche per via telematica.


4 RETE ANTI-RAZZISTA


Cerco qualcuno che parli arabo, oggi sarebbe assolutamente necessario.

Un gruppo di neri africani e un bengalese, l'intramontabile Zanotelli e compagna, Ismael, palestinese, cinque donne bianche italiane, una donna nera africana. Io, per caso.


Il gruppo ha lentamente cominciato a discutere da mezz'ora, in italiano, traducendo una donna italiana in inglese ed Ismael in arabo, di quanto avvenuto alla manifestazione antirazzista di sabato scorso, metà dicembre, dopo la strage dell'adepto fascista di Casapound. Le censure in italiano e nelle altre lingue non mancano, per questo avrei bisogno di qualcuno che parli e di cui fidarmi, per capire veramente tutto quello che sta succedendo.


Le parole sono lunghe e lente ad arrivare in arabo, meravigliose nella loro sonorità incomprensibile, incerte e ripetitive in inglese, assertive e vocative in italiano, ma gli atteggiamenti del gruppo sono chiari. Esistono due tipi di dinamiche tra i migranti. C'è un gruppo preparato da associazioni comuniste italiane a tecniche di discussione di gruppo per mantenere il controllo, ma che non portano a nessun risultato efficace, se non alla denuncia dell'eccessivo numero di associazioni italiane che si occupano di migranti e la richiesta manipolativa di "reductio ad unum". Le associazioni italiane sono altresì inefficaci se non nel ritagliarsi uno spazio di visibilità politica da spendersi altrove, dentro istituzioni, partiti, comunità religiose o finalizzate alla raccolta fondi, aggiungo io senza voce. C'è un altro gruppo, pare di rifugiati, che parlano solo arabo, e che lamentano l'impossibilità di relazionare con gli italiani visto che non conoscono né l'inglese né il francese. Mentre noi italiani parliamo solo italiano, aggiungo io a mente, criticando entrambi i versanti della comunicazione mancata.


Non sono chiare le intenzioni delle donne italiane e di Ismael, ma sono strumenti ed artefici di diverse manipolazioni per il tramite della traduzione mancata o alterata, con le loro parole o con i loro silenzi, con la loro partecipazione o con la loro indifferenza.

Come un cronometro, arriva la minaccia di andare via, quando potrei intervenire io, praticata a tenaglia, come sempre nei gruppo controllati dai capibastone.

Zanotelli e compagna restano ancorati al loro bisogno di dialogare solo con le istituzioni locali, le uniche presso le quali hanno credito e con le quali possono polemizzare all'infinito, senza mai ottenere nulla di essenziale, come in tanti altri campi.


Un simpatico africano, mentre il gruppo lamenta l'assenza di una strategia comune e chiara, si decide a parlare della follia delle leggi nazionali (senza citare né Turco né Napolitano, né Bossi, né Fini) ma viene soverchiato dal bisogno di correre dal Prefetto, vero nemico della polemica comunista, ancorché artefice materiale solo delle norme legiferate dal nostro parlamento italiano.


Un altro africano, meno simpatico, prova a dividere il gruppo aggredendo i rifugiati, che avrebbero monopolizzato una riunione prevista per parlare degli ambulanti e della sanità, a suo dire carente a Napoli.


Un grande uomo africano con un cappellino arabo arancione vivo dice qualcosa in arabo che nessuno traduce. Alla fine della riunione parlerà in inglese in modo vivace, preparato e colto, seguendo retoriche e logiche che nessuno coglie nella loro pericolosità da fondamentalista arabo, cui manca solo di terminare la filippica anti-italiana e pro-libica con un "America-Satana". Riceve immediato consenso ed applausi inconsueti dal gruppo che fino ad allora capiva solo l'arabo. Zanotelli non capisce e ringrazia con la sua falsa modestia pretesca.


Mi alzo mentre la confusione delle fughe più volte annunciate da Zanotelli ed Ismael si concretizza, per spiegare come funzionano gli ambulatori per migranti non regolari (STP), parlando direttamente in inglese e francese. Spiego tutto nei dettagli, logorroico e bilingue.

Cito a volo con tre parole i diritti di donne e gay, la questione della responsabilità dei partiti e la follia di considerare i migranti disoccupati e gli italiani disoccupati in due modi diversi, a danno di entrambi, giacché oggi il mercato del lavoro è drogato dalla criminalizzazione dei primi e dalla frustrazione leghista dei secondi.

Non riesco a spiegarmi perché per iscritto risultino invertite le due proporzioni del discorso, in realtà tutto incentrato sull'equivoco, evidentemente voluto, del negare la presenza del diritto alla salute in Italia per i migranti regolari ed irregolari.


Ripeto a parte qualche spiegazione dopo che un simpatico africano francofono ha tradotto un po' troppo velocemente il tutto in arabo.

Una bruna mi riconosce una bionda mi chiede l'email.

Mentre esco trovo un gruppetto di africani, l'unica donna migrante ed il bengalese, disposti in circolo per una nuova riunione, dopo l'evidente fallimento di quella generale.

Provo a stressare il concetto dei diritti delle donne e della multiculturalità evidentemente negate da quello che si pretende essere una rete antirazzista. Vengo tacitato con la classica metodica comunista della fretta del gruppo di lavorare su altri argomenti urgenti. Rinnovo i saluti ricordando che quando si parla di deficit di salute o di ambulatori STP si sta proprio parlando della salute delle donne, che sono provatamente coinvolte due volte più degli uomini, in quanto donne ed in quanto madri.


Mentre mi allontano rifletto su quanto siano pericolose le manipolazioni comuniste, leghiste, fondamentaliste, caritatevoli, linguistiche, napoletane o migranti. Mentre mi allontano rifletto sul fatto che ormai gli imam arabi stanno già organizzando gruppi pericolosi di uomini ad una lotta per il predominio della società, fosse pure quella del vicolo o del quartiere. Mentre mi allontano rifletto sull'ipocrisia delle associazioni italiane, cattoliche o comuniste, che usano i migranti come arma per ottenere fondi o per la loro personale lotta di classe. Mentre mi allontano rifletto sul fatto che l'indifferenza della maggior parte della popolazione napoletana, drogata dallo shopping e dalla televisione, dal calcio e dal Natale, sia forse la cosa più pericolosa di tutte.


PARTECIPATE

La strega maligna

Manlio Converti



 

19 dicembre 2011

NATALE

 

1) PROGRAMMA CULTURALE per un BUON NATALE GAY ed un FELICE CAPODANNO GAY a NAPOLI;

2) LA QUESTIONE OMOSESSUALE TRA STORIA, CULTURA, PSICHIATRIA

SINTESI STORICA


  1. PROGRAMMA CULTURALE per

    un BUON NATALE GAY

ed un FELICE CAPODANNO GAY


a NAPOLI:

Martedì 20 dicembre, alle ore 18.30, nel salottino del Chiaja Hotel de Charme in via Chiaia 216 (1° piano) a Napoli, Claudio Finelli presenterà 
Tutta la bellezza deve morire di Luigi Pingitore
Letture a cura dell'attore Ivan Castiglion

Natale (S)costumato
20 > 21 dicembre 2011
Gran Galà di Natale-Priscilla Show
di e con Mariano Gallo 
Galleria Toledo, teatro stabile d'innovazione
via Concezione a Montecalvario, 34 80134 Napoli
tel. 081 425037 – 081 5646162

Roberto Azzurro sarà protagonista martedi 20 dicembre (sempre nella Chiesa dell'Annunziata) de "Il primo processo di Oscar Wilde" (alle 17.00 e alle19.00). Ingresso: 10 euro (per info e prenotazioni: carla.torriani.com@iol.it | 335 66 34 163

Venerdi 23 dicembre il reading "Un bacio", ispirato all'omonimo racconto di Ivan Cotroneo.
Chiesa dell'Annunziata in via dell'Annunziata 34.
Orario spettacoli: ore 12.00 e ore 16.30.
Per info e prenotazioni: 349 47 84 545

Ma soprattutto:
VERY CHRISTMAS SUPERSTAR
A very queer glam show
27 Dicembre alle 20.30 alla GALLERIA PRINCIPE DI NAPOLI 
Info e prenotazioni: 349.478.45.45

25 > 28 dicembre 2011
Nummere. Scostumatissima tombola
di e con Gino Curcione
Galleria Toledo, teatro stabile d'innovazione
via Concezione a Montecalvario, 34 80134 Napoli
tel. 081 425037 – 081 5646162

CAPODANNO con MISS PRISCILLA
31 dicembre "La Taverna di Priscilla"
Via Indipendenza,23 - Pomigliano D'Arco
Tel. Filippo 3341892953 Anna 33985567084




2 LA QUESTIONE


OMOSESSUALE TRA STORIA,


CULTURA, PSICHIATRIA


SINTESI STORICA


Dal punto di vista storico l'omosessualità era accettata nelle culture matriarcali come forma di collegamento con il divino grazie all'attraversamento dei generi, in tutte le culture del pianeta.

L'avvento di una cultura patriarcale impose un tabù avverso, riassunto dal punto di vista religioso in un antico scritto della Torah ovvero dell'Antico Testamento, rinnovato da San Paolo di Tarso e Maometto come condanna religiosa e morale.

Il passaggio dall'ellenicentrismo al romacentrismo, attraverso l'avvento di Giustiniano e di Costantino poi, ha prodotto un rapporto di mutuo sostegno e riconoscimento di interessi e poteri tra Stato e Chiesa con una conseguente teorizzazione del "capro espiatorio" così come descritto da Girard (2001)

Secoli dopo il codice Vittoriano, esteso a metà del pianeta attraverso le numerose colonie dell'Impero Inglese, introdusse l'omosessualità come reato solo per i rapporti tra due uomini. Oscar Wilde fu vittima illustre di questo sistema giuridico.

La Prussia accolse successivamente la medesima indicazione nel famigerato articolo 175 che diede luogo 'successivamente allo sterminio di massa durante l'olocausto, che divenne feroce dopo la notte dei lunghi coltelli quando perfino il gruppo "virile" di omosessuali nazisti, appartenenti alle SA e protetti da Rhom, furono trucidati per questo motivo dalle SS di Himmler.

Quanti vennero liberati dopo la guerra dai campi di concentramento furono tradotti direttamente in prigione perché l'articolo 175 venne eliminato solo dopo che nel 1995 otto sopravvissuti collaborarono alla realizzazione di un documentario per ricostruire l'intera storia e portarono alla luce una storia completamente negata fino ad allora.

Oggi le persone omosessuali e transessuali hanno dato vita a movimenti locali, internazionali e transnazionali che lottano per la rivendicazione di diritti, uguaglianze, e contro ogni forma di discriminazione e violenza a sfondo omofobico e trans fobico.

In molti paesi europei e occidentali vengono oggi applicate norme a tutela e sostegno delle persone omosessuali, con particolare riferimento alle omoaffettività e alle omogenitorialità.


IL RUOLO DELLA PSICOLOGIA E DELLA PSICOANALISI


Nel 1935 Freud rispondendo ad una madre preoccupata per l'omosessualità del figlio aveva risposto che non è né una malattia né una colpa ma proprio una «variante della funzione sessuale» di cui analizza successivamente in poche occasioni lo sviluppo infantile inseguendo tabù non meno pruriginosi ed imbarazzanti per la sua epoca, di quanti spiegavano il normale sviluppo dell'eterosessualità.

Freud presenta la sua teoria dell'omosessualità nel suo "Tre saggi sulla teoria sessuale" nella quale ipotizza la relazione tra omosessualità e fissazione alla fase edipica come conseguente concretistico innamoramento della figlia per il padre e del figlio per la madre. Questa fissazione impedirebbe il completamento e l'attraversamento della sequenza omosessuale a livello simbolico: impossibilità di incontrarsi a livello simbolico col genitore dello stesso sesso e così ricercarlo nelle facce dei futuri partners, per garantire l'altro genitore, quello con cui la figlia/figlio è affettivamente "invischiato", che non lo si abbandonerà mai.

Anche per Jung successivamente prevale l'idea che il percorso dell'omosessuale rappresenti un'interruzione del normale percorso di sviluppo intrapsichico a causa di comportamenti differenti (eccessivi o labili) soprattutto a carico della madre. La colpevollizzazione del ruolo della donna che iniziava ad emanciparsi aveva d'altra parte portato ad una diagnosi specifica "isteria" che causava internamento nel manicomio, come ricordato anche da Pirandello in ambito teatrale.

Lacan dichiarerà serenamente l'omosessualità una perversione insieme alla pedofilia ed altre forme di feticismo o zoofilia, confondendo l'oggetto del desiderio con il soggetto consenziente, assente in tutte le altre strutture di parafilia note.

Per Andrè Green l'omosessuale maschile "prova il bisogno imperioso, urgente, di far scomparire quest'ultima (angoscia, nda) attraverso la rassicurazione provocata dalla constatazione della persistenza del pene, qualunque esso sia, sul corpo di un altro essere umano, e tutto ciò in una ricerca sfrenata, lancinante, che deve sfociare nella realizzazione di un atto immediato, in condizioni spesso pregiudizievoli per tutto il resto della sua personalità e per le realizzazioni del suo lo".

Nessun eterosessuale in Italia direbbe di sé qualcosa di diverso e ne abbiamo avuto un esempio istituzionale!

IL RUOLO DELLA PSICHIATRIA


La psichiatria inizia una terza forma di persecuzione a partire dai testi di Kraft Ebing che tradusse come una malattia il termine "omosessuale" inventato però da Kernberg per dare un nome alle persone che iniziarono con lui il movimento di liberazione socio.politico moderno, interrotto in Europa e ripreso poi negli USA con la famosa rivolta di Stonewall.

"L'omosessualità era stata inclusa nel primo DSM (Manuale diagnostico e statistico dei disturbi mentali) fra i "disturbi sociopatici di personalità". 
Nel 1968 il DSM II la classificava come "deviazione sessuale" .
Nel 1974 fu eliminata l'omosessualità ego-sintonica (la condizione dell'omosessuale che accetta la propria tendenza e la vive con serenità) dal DSM III, ma vi fu aggiunta l'omosessualità ego-distonica (il caso della persona omosessuale che non si accetta come tale); a questa persona i terapeuti potevano continuare a proporre cure mirate alla trasformazione in eterosessuale.
Il DSM R cita: "pag. 357 " .... persistente o mancato disagio a riguardo del proprio orientamento sessuale".
Dal DSM, che fa testo in tutto il mondo, l'omosessualità ego distonica sarebbe stata cancellata soltanto con decisione presa i l7 maggio 1990, destinata ad entrare in vigore a partire con la promulgazione della nuova edizione del DSM IV, il 1 gennaio 1994". 

Nel 1975 nel testo "Classificazione internazionale analitica malattie traumatismi (ICD - 9) Settore disturbi psichici" l'omosessualità viene inserita come sottoclasse delle deviazioni e disturbi sessuali: 
302.0 "Omosessualità": Attrazione sessuale, esclusiva o predominante, per persone dello stesso sesso con o senza relazione fisica. Codificare, in questa sottocategoria, l'omosessualità sia essa o no considerata come un disturbo psichico." 

In modo eclatante gli studi di Alfred Kinsey tra gli anni 40 e 50 dimostrò che almeno il 37% degli uomini ed il 13% delle donne dichiaravano di avere avuto almeno un rapporto omosessuale completo, mentre almeno il 10% degli uomini e il 2-6% delle donne avevano avuto rapporti duraturi anche dopo l'adolescenza con persone dello stesso sesso. Lo stesso Kinsey dimostra come la maggior parte degli studi successivi la quota delle persone esclusivamente gay al 4% e lesbiche all'1-3%. La bisessualità ed il tranessualismo non rientrarono scientificamente in questi studi evidentemente per carenze teoriche.

Inizia solo con Evelyn Hooker,: psicologa statunitense, il tentativo scientifico di studiare l'omosessualità senza sovraccaricarla di pregiudizi religiosi, politici o psicanalitici, A partire dal suo celebre studio del 1957 dal titolo "The adjustment of the male overt homosexual"(L'adattamento psicologico del maschio omosessuale dichiarato) nacque il dibattito che poi portò nel 1973 l'American Psychiatric Association a cancellare l'omosessualità dalla lista delle malattie mentali. 

L'evento drammatico del 1972 che portò agli psichiatri gli studi della Hooker fu la presentazione all'APA di un Dr. Anonymous, mascherato, come può vedere dalla foto originale allegata, che poi fu riconosciuto molti anni dopo nello psichiatra omosessuale John E. Fryer.

Negli USA dal 1978 esiste un'associazione di Psichiatri Omosessuali (AGLP) come parte essenziale dell'APA. 

Secondo la lettura di Richard A. Isay lo sviluppo normale dell'omosessualità a partire dai tre anni modifica il comportamento degli adulti che circondano il bambino in modo specifico, allontanando il genitore dello stesso genere perché avvertiamo spontaneamente il tabù dell'incesto radicato nella nostra cultura, mentre il genitore del sesso opposto può sbilanciarsi nel mantenere rapporti più intimi visto che il minore non attiva per nulla queste dinamiche profonde.

In questo spirito è stato scritto nel 2000 un libro di Parin Moss Moor Drescher Isay Blechner Phillips Morgenthaler Mitchell su "L'omosessualità nella psicoanalisi" curato da Fabiano Bassi e Pier Francesco Galli, consistente di una serie di articoli sul controverso rapporto tra psicoanalisi e omosessualità. 

Lo stesso gruppo di psichiatri ed in particolare il prof. Drecher hanno studiato e dimostrato l'inaffidabilità delle terapie riparative misurando il numero di successi, di depressioni post.traumatiche da stress, di suicidi e di "ricadute" nel comportamento omosessuale anche da parte degli sponsor, ovvero pagati per sponsorizzare la cura dell'omosessualità e cosìdetti "ex-gay", che porta a zero l'efficacia ed a valori inaccettabili gli effetti collaterali.

Kenneth Zucker e Ray Blanchard gestitscono attualmente la task force che sta redigendo tutto l'ambito dei disturbi legati alla sessualità per il DSM V. 
Entrambi ed il professor Drecher sono stati ospiti in Italia del prof. Valerio, Lingiardi o Rovito a Napoli, Roma e Milano.

In Italia la psichiatria non ha mai ufficialmente riconosciuto questo percorso di "depatologizzazione" dell'omosessualtà, neanche nelle note informali.

Esistono ancora oggi importanti psichiatri italiani che in televisione hanno tranquillamente paragonato l'omosessualità ad una patologia, facendosi forza del proprio ruolo di parlamentare o di criminologo esperto e reclamando una terapia specifica. 

E' stato tradotto anche in italiano il testo di Joseph Nicolosì, "Omosessualità maschile: un nuovo approccio" (Sugarco Edizioni, Milano 2002) che appunto spiega la teoria e la pratica delle terapie avversive o riparative che hanno lo scopo di "convertire" letteralmente l'omosessuale in un buon cristiano eteronormato.

D' altra parte nessun trial clinico ha mai dimostrato che certe terapie, praticate fino a oggi, funzionino. Anzi, in molti casi, si sono rivelate dannose perché provocano ansia, depressione e persino danni fisici e suicidio. Le terapie includono spesso le preghiere e varie pratiche modello arancia meccanica dalle scosse elettriche, ai bagni nel ghiaccio, dal condizionamento pavloviano, all'impianto di genitali di animali, dall'uso di ormoni allo stupro delle ragazze lesbiche.

In Gran Bretagna, (dove esistono le Unioni Civili, il Matrimonio Gay, la Legge contro l'Omofobia e la legge per le Adozioni da parte di genitori Gay anche single), una recente indagine condotta dall' University of London su 1.400 psichiatri e pubblicata su Bmc Psychiatry, ha dimostrato che almeno uno specialista su sei ha tentato di curare l' omosessualità e lo fa tuttora, anche se solo il quattro per cento degli intervistati ha dichiarato di essere disposto a farlo su richiesta del paziente.

E' stato invece dimostrato da numerose ricerche portate avanti dal gruppo di lavoro del Prof. Lingiardi l'impatto devastante di quello che viene definito "Minority Stress" (Lingiardi, 2007) sulla qualità della vita e sul benessere psicologico delle persone omosessuali. In particolare sono stati standardizzati strumenti quali la scala MISS che ha evidenziato proprio dati su questo aspetto.


L'ATTUALE REALTA' ITALIANA e SCIENTIFICA


il 25 maggio 2010 è stato il presidente dell'Associazione italiana psicologi e psichiatri cattolici, Tonino Cantelmi, a ripercorre accettandolo l'intero discorso sulla depatologizzazione dell'omosessualità ma limitandola a quella egosintonica. 

In italia solo l'anno scorso su pressione di psicologi omosessuali ben documentati dal punto di vista scientifico (il prof. Lingiardi, il Prof. Rovito e il prof.Valerio) gli OdP (Ordine degli Psicologi) di Lazio, Lombardia e Campania hanno approvato un documento contro le terapie riparative per le persone omosessuali da parte degli psicologi ed a favore delle persone omosessuali in difficoltà che accedano a psicoterapia approvando contestualmente delle "linee guida" per la terapia alle persone Lgbt.

Solo dal primo Agosto 1995 la ventiquattresima Conferenza Etologica Internazionale ha dichiarato solennemente l'omosessualità` animale un legittimo campo di ricerca, rendendo possibile anche studi in questo campo altrimenti impossibili fino ad allora.

E' stata realizzata solo una mostra itinerante, giunta anche a Genova per il Pride, sulla "normalità" nella natura dei comportamenti omosessuali tra mammiferi e sulla normalità dell'ermafroditismo in tutte le altre specie.

Uno studio sulla drosophila ha confermato l'ipotesi cromosomica del comportamento omosessuale laddove le femmine mutanti avevano comportamenti di copula con altre femmine in modo maggiormente significativo delle altre. Quest'analisi ovviamente è molto limitata e non paragonabile alla complessità del comportamento umano.

Studi sociologici si sono susseguiti in tutti i paesi occidentali dal '95, dopo l'approvazione dei PACS in Francia, per analizzare meglio il fenomeno. Le conclusioni finora sono tutte nel senso dell'allungamento della vita per chi accede al Matrimonio Omosessuale e della riduzione del rischio di aggressione per chi dichiara liberamente la propria omosessualità (Coming Out).


IN CONCLUSIONE


L'omosessualità è da sempre una variante tra le possibili non solo della sessualità ma anche dell'affettività umana.

L'esperienza delle persone omosessuali è oggi più che mai compromessa da stigma e violenze.

In questo il ruolo della medicina e della psichiatria ha avuto un peso non indifferente nel patologgizzare e tentare di "curare" l'omosessualità.

Il ruolo della Chiesa Cattolica, specie nel nostro Paese, quello delle lobby politiche e culturali, ha ulteriormente aggravato la condizione di giovanissimi e giovani, adulti ed anziani, figli e genitori, che si sentono messi all'indice, ai margini, vittime di discriminazioni e violenze.

Una presa di posizione forte contro queste forme di violenza e discriminazione da parte dei professionisti della salute mentale potrebbe essere un importante traguardo verso il riconoscimento delle omoaffettività come espressione consapevole e sana dell'esperienza di vita di ciascuno e per il contrasto all'omofobia tanto come comportamento individuale e sociale, quanto nei suoi aspetti istituzionali che ancora permeano la realtà anche delle Università e del SSN a danno degli utenti e degli stessi professionisti.

10 dicembre 2011

STANZA

 
  1. La STANZA delle DONNE

  2. FORUM PD OMOFOBIA

  3. C'E' NATALE E … NATALE

  4. PENSIERI SPARSI su FB



1) La STANZA delle DONNE


Spazio per le donne, spazio per i gay, spazio per i sofferenti psichici contro le violenze, fisiche e psicologiche, contro lo stigma, per una ricostruzione morale, sociale e materiale.

Un laboratorio dove interagire grazie al personale della Asl (psicologi ed assistenti sociali) e delle cooperative sociali (italiani e migranti) per inventarsi una nuova forma di socialità, nuove culture e nuove tradizioni.


Quante stanze avremo a disposizione? Avremo fondi per un telefono amico e per un collegamento Wi-Fi ? Avremo fondi per il personale delle cooperative sociali ed i materiali necessari? Potremo usufruire di fondi privati e sponsor?


Laboratorio contro la violenza e la solitudine, contro la depressione e contro la disoccupazione, dopo l'abbandono da parte del centro di salute mentale esiliato a via Pietravalle nonostante le proteste dei grandi protagonisti della psichiatria moderna come il fu prof. Sergio Piro. Potremmo riportare una parte di quelle funzioni e di quelle buone pratiche, soprattutto una parte del centro diurno, applicandole in modo creativo ed innovativo, anche grazie alle nuove tecnologie.


Ogni stanza la vedo dedicata ad una funzione, con diversi colori, ma ognuna sarà polifunzionale ed accoglierà ogni forma di disagio interagendo con le altre e con i servizi del territorio a seconda dei casi.


La stanza della VIOLENZA (contro la violenza alle donne, all'omofobia, alla transfobia, alla pedofilia ed alla xenofobia) perché ogni persona ferita fisicamente o psicologicamente subisce un disturbo post.traumatico da stress, è vittima del Minority Stress e può difendere il proprio aggressore a causa della sindrome di Stoccolma.


La stanza dell'ACCOGLIENZA (per giocare insieme con vari laboratori della materia, dell'arte ma anche per le attività psicologiche e fisiche) dove calendarizzare i vari interventi ed accogliere per trasformare e scoprire tutte le risorse delle persone che accedono al centro.


La stanza della PAROLA (con il secondo livello del telefono amico, la rete Wi-Fi ed il sito interattivo con chat di secondo livello anti.violenza, ma soprattutto lo spazio per i colloqui psicologici e sociali individuali e familiari ed il counseling) dove esperti della Asl potranno interagire attraverso vari canali, rispettando l'ordine di priorità e le prenotazioni, con tutte le persone inviate dalle altre stanze per approfondire le problematiche ma soprattutto curare le proprie ferite.


La stanza della CONFUSIONE (con il primo livello del telefono amico, la rete Wi-Fi aperta a tutti, tranne un computer dedicato alla chat di primo livello anti.violenza) dove usare al massimo le potenzialità dell'alta tecnologia liberamente, con turni di prenotazione di mezz'ora a testa.


La stanza della PRODUZIONE (con corsi di italiano per stranieri, recupero scolastico per donne e adolescenti, corsi di autodifesa, workshop e laboratori sul lavoro) per fare incontrare l'offerta di manodopera con il mercato del lavoro esistenze, aumentando le capacità di tutte le persone in difficoltà che afferiscono alla struttura, ma anche laboratori dove le persone tra di loro provino a realizzare imprese private ex.novo anche tramite accesso al microcredito.


La stanza della DEPRESSIONE (con il punto della solitudine o della riflessione, quello del pianto o della depressione, quello dell'auto.commiserazione o dei sensi di colpa, quello della rabbia o delle urla e quello della serenità o dell'abbraccio) per poter raggiungere tutte quelle persone depresse, soprattutto donne, soprattutto sopra una certa età, molte delle quali non sanno più che senso dare alla loro esistenza, spesso immiserita alla fine del ciclo del ruolo di figlia/moglie/madre.


Voglio aggiungere un'ultima stanza quella dell'IGIENE (con docce libere, lavatrici/asciugatrici a gettone, primo soccorso per piccole ferite o escoriazioni, con corsi di economia domestica) per garantire alle donne rom, barbone o 'da strada' , soprattutto quando incinta, un luogo sicuro dove imparare l'igiene personale, dei minori, della casa ed ottenere la cura della persona quando la società o l'ambiente anche a Napoli lo impedisce.


La strega maligna

Manlio Converti

www.manliok.blogspot.com




2 FORUM PD OMOFOBIA


Bellissimo incontro presso il PD Napoli con le associazioni gay-lesbo-trans-famiglie-arcobaleno-consumatori, assenti gli eletti a Comune e Regione cui chiedere di sostenere il Registro Unioni civili e la depatologizzazione dell'omosessualità, gli incontri nelle scuole contro l'Omofobia, grazie al progetto del Prof. Paolo Valerio www.bullismoomofobico.it , lavoro e scolarità per le transessuali, partecipazione reale alla vita politica del partito, spazi di visibilità nelle municipalità con momenti culturali, mostre e sportelli anti.violenza, protesta congiunta contro la vergognosa censura Rai e della stampa, divieto di operare nel peri.natale i nati con genitali ermafroditi, finchè non esprimano la loro volontà, esemplificazione, dell'anagrafe per il cambio di nome e di genere senza alcun rapporto con le operazioni chirurgiche, sostegno alle leggi Concia per il matrimonio gay e contro l'omofobia!

Grazie agli organizzatori: Alessia Schisano , DavideMaddaluno e Marianna Panico


Ecco il mio resoconto pragmatico:


1) Immediata protesta contro il TG Regionale, congiunta PD Regionale-Campania Rainbow, contro la CENSURA nei confronti del Registro Unioni Civili ed il Certificato Famiglia Anagrafica.


2) Municipalità: Portare nelle municipalità a nome del PD o dell'amministrazione medesima la mostra contro l'Omofobia già realizzata ad Orta di Atella (CE) di cui su http://www.napoligaypress.it/?p=6432 aprendo anche a contributi della medesima municipalità in ambito artistico e soprattutto riguardo la partecipazione delle scuole del territorio;


3) Municipalità: Aprire Sportelli anti-violenza (congiunte donne.minori.lgbt.migranti) in ogni territorio, con contributi della Asl (consultorio familiare) dell'Università e di un supporto legale gratuito tramite cooperative sociali;


4) Comune di Napoli: Pieno sostegno nel consiglio al progetto Registro Unioni Civili e Certificato Famiglia Anagrafica;


5) Altri Comuni della Provincia di Napoli: Presentazione di iniziative culturali analoghe a quella di Orta di Atella ma soprattutto il Registro Unioni Civili ed il Certificato Famiglia Anagrafica in ogni amministrazione;


6) Comune di Napoli : Verifica della possibilità di modificare la registrazione anagrafica delle persone transgender e transessuali automaticamente cambiando il genere ed il nome senza la necessità di presentare cambiamenti anatomici chirurgici o attraverso la dicitura anagrafica M/F/T come alternativa logica (come già attuato in Australia, India e presso l'Università di Napoli Federico II).


6) Regione Campania: Riconsiderare una modifica dello Statuto della Regione Campania per ampliare il significato di Famiglia quanto meno alle famiglie arcobaleno, che già gestiscono minori.


7) Regione Campania: SANITA'

a) approvare ufficialmente la nota dell'OMS del 17 maggio del 1990 che depatologizza l'omosessualità raccomandando alle ASL della Regione di fornire il massimo di diffusione alla notizia, organizzando altresì corsi di formazione per accogliere anche le linee guida per il trattamento delle persone Omosessuali come indicato dall'OdP Campania;

b) Vietare ufficialmente la modifica chirurgica dei genitali a meno di un esplicito parere del paziente, soprattutto per i minori intersessuali; sostegno psicologico alle famiglie dei minori intersessuali;

c) Creare un gruppo di lavoro presso il centro di Neuroscienze del Prof. Valerio dove sperimentare il trattamento ormonale per le persone transgender e transessuali minorenni.


8) PD Campania: Reintrodurre nello statuto PD Campania il comma 6 art I dello statuto nazionale, voluto dal VicePresidente PD Ivan Scalfarotto, che garantisce i diritti politici delle persone Omosessuali e Transessuali ed operarsi attivamente a partire dal gruppo Donne e dal gruppo Giovani affinché dopo la presenza effimera di Veniero Fusco e Manlio Converti ci sia la possibilità di creare dei dirigenti gay, lesbiche e transessuali in percentuale del 3-5% come negli altri partiti di centrosinistra della Comuntà Europea.


  1. Parlamento: Sostenere l'Estensione del Matrimonio Civile e l'Estensione della legge Mancino all'Omofobia e Transfobia, come proposto dall' On. Paola Concia.

  2. Trovarmi un MARITO !

Manlio Converti

Psichiatra


3 C'E' NATALE E … NATALE

(di Tina Iannotta)

(La ricchezza della vita si identifica con la memoria che abbiamo accantonato)


Secondo il calendario gregoriano il Natale cade il sette gennaio ed è in questa data che viene festeggiato in Eritrea

Questa festività mi riporta al sapore antico dell'infanzia, quando aspettavo il Babbo Natale e festeggiavo due Natali: quello italiano con le tradizioni un po' attutite della patria lontana e quello della terra natia.

Aspettavo con ansia la sera della vigilia, mia nonna, una vecchia coloniale che rispolverava la preziosa tombola custodita gelosamente in uno sportello della cristalliera della tavola da pranzo, mentre io saltellante ed esultante di gioia andavo ad invitare bambini ed adulti vicini di casa.

Il grande tavolo della sala da pranzo veniva coperto con una incerata a quadroni e sopra gruppetti di fagioli per segnare i numeri.

La semplicità e la purezza di quell'evento era bilanciata dall'autenticità di tanta gioia ed allegria.

Appartenevo alla categoria dei fortunati: per uno stano scherzo del destino, nonostante vivessi in una condizione economica modesta, il mio Babbo Natale era molto ricco. Lo sognavo ad occhi aperti e la sera della vigilia era talmente grande la mia emozione che non riuscivo a prender sonno. Sfinita dalla stanchezza mi addormentavo per essere svegliata nel profondo della notte dal pensiero che non mi abbandonava mai.

Mentre, dentro, tra le pareti di casa vivevo un Natale italiano, avvolta nel tepore delle coperte e con gli occhi sbarrati, fuori, nella notte c'era l'Africa.

Al profondo silenzio notturno si alternavano altri suoni: il suono della radio transistor che accompagnava nelle scorribande gruppi di persone, il belare sporadico delle pecore che dovevano essere ammazzate per fare lo zighinì (piatto piccante tradizionale) e lontano, lontano si udiva il suono dei tamburi mescolato a nenie melodiose ed agli ululi degli sciacalli e delle iene.

L'aria che si respirava al mattino intriso del sole cocente era un crogiuolo di penetranti spezie miscelate agli odori acri dei cibi che avrebbero imbandito il mesob (supporto in paglia) natalizio

Dopo il pranzo, gruppi di donne vestite con abiti dai colori sgargianti e con la futa (copricapo di garza)avvolta a festa erano per strada cantando ritornelli ritmati e cadenzati dai tamburi facendo "fantasia". Gli uomini, invece, quasi tutti magri, eleganti negli abiti bianchi della festa che evidenziavano i tratti semitici del volto con il bastone o sulle spalle o sotto il braccio, camminavano a passo allegro. Solo qualcuno ogni tanto si fermava per soffiarsi il naso con le dita o sputare a terra. Questo comportamento non merita certo l'epiteto di "selvaggio" ma dimostra l'immediato rapporto che le genti africane hanno con la natura, anche quella personale. Al tramonto, l'azzurro infinito del cielo – come può essere infinitamente azzurro un cielo senza smog! - veniva inondato da tonalità infuocate dove branchi di falchi ondavano aguzzando la vista in cerca di prede.

La sera, questa volta incontaminata, non testimoniava le meraviglie della tecnologia riflettendo i bagliori artificiali o gli effetti speciali delle illuminazioni, ma ci metteva in contemplazione di una carta che pareva di velluto, costellata da luccicanti stelle e stelline fosforescenti dove la luna argentata la faceva da padrona, mentre il vento frizzantino s'insinuava discreto tra loro e ci ballava e ci cantava.

Nella densa oscurità della notte, gruppi di uomini tutti ubriachi di sua e di mies (nettare alcolico) con sghignazzi e urla erano ancora accompagnati dalla voce assordante della loro transistor: l'unica nota stonata, avulsa da un'atmosfera di avvolgente magia.

Sorde detonazioni in lontananza, esplosioni sempre più vicine, scariche, fucilate, colpi "Ma che è… la rivoluzione!"

E' cambiato il contesto, qui è la storia dei Borboni che la fa da padrona!

Nasce spontanea la confusione a chi la guerra l'ha vissuta veramente e occorre sempre un attimo di tempo per realizzare perché nel profondo lo sparo è registrato con valenza diversa .

Avendo vissuto la forma essenziale dell'ancestrale la domanda sorge spontanea: " Non è forse l'educazione alla guerra travestita da Mercato ciò che l'Occidente sta insegnando alle sue genti? "

La calma piatta là fuori no, non è quella della rivoluzione africana dove gli spari attraversavano la calda atmosfera con la cifra della morte, mentre qui, nel freddo dell'inverno, vogliono dire vita.


Tina Iannotta 


4) PENSIERI SPARSI su FB


Il mondo è in continua trasformazione non esiste un prima e un dopo, ma solo un durante! La storia è una continua migrazione, un sovrapporsi di culture e di politiche in modo caotico, con prevalenze geografiche e temporali,  che evolvono sempre verso il miglioramento delle condizioni per le masse, essendo le oligarchie sempre garantite, ma a costo della distruzione progressiva delle risorse a causa della crescita esponenziale di numero della popolazione e del consumo pro.capite delle medesime.


La Cultura Omosessuale non è Considerata tale in Italia se non dalla FNAC che ci dedica un metro delle sue librerie ! Noi Esistiamo e siamo sempre esistiti, dalle narrazioni antiche (anche in quelle in cui veniamo maledetti insieme alle cozze e ai gamberi nella bibbia) da Saffo a Gide, da Tasso a Leopardi, da Caravaggio a Michelangelo, da Luigi Settembrini a Pier Paolo Pasolini, con tutte le sfumature che includono i castrati, i femminielli, gli hijras e gli eunuchi...
Poi è iniziata l'epoca della cultura dichiaratamente gay in senso moderno che in Italia ha avuto due modalità: da Aldo Busi a Fortunato Calvino, in modo dichiarato e da Marco Mengoni a Ivan Cotroneo in modo nascosto !! ESISTIAMO nonostante la VOSTRA OPPRESSIONE CULTURALE e LA VOSTRA CENSURA !!